Etica e sostenibilità
Nel tessile aziendale lo spreco più grande non è un materiale sbagliato. È un capo che nessuno ha voglia di indossare. Un capo anonimo, con un tessuto povero e una vestibilità approssimativa, viene messo due volte e poi dimenticato. Il costo ambientale a quel punto è già stato pagato per intero: la fibra, la tintura, la confezione, il trasporto.
Quello che manca è l’uso.
Da qui parte il modo in cui affrontiamo il tema. La scelta più responsabile che possiamo fare è progettare capi che le persone abbiano ragione di tenere.
Desiderabilità e durata sono la stessa cosa.
Comfort, vestibilità, peso del tessuto, cura dei dettagli, coerenza con il brand: sono i motivi per cui un capo aziendale finisce indossato anche fuori dal lavoro invece di restare piegato in un cassetto. Progettarlo bene lo toglie dal circuito dell’usa e getta senza bisogno di dichiararlo.
Nella stessa direzione va la continuità. Molti clienti tornano nel tempo per riordinare gli stessi articoli o ampliare una linea, e questo permette di dimensionare ogni commessa su ciò che serve davvero, senza doversi coprire in anticipo con quantità che potrebbero non essere utilizzate.